La notte più lunga dell’anno o il giorno più corto!
In qualunque modo la mettiate, questa coperta non potrà mai coprirvi interamente!
Ha i sapori ancestrali scritti nel suo DNA questa data: 21 Dicembre!
Solstizio di inverno!
Sua maestà si insedia sul trono delle stagioni con tutto quello che ne consegue!
La tradizione individua questa data con il 13 dicembre, la notte di Santa Lucia, ma in effetti si pone tra i giorni che vanno dal 20 al 23 (modifiche dei calendari permettendo) con un picco medio di festeggiamenti intorno al 25 corrente mese!
I riti antichi basati su questa data sono tutt’altro che incentrati sulla morte, come si potrebbe pensare visto l’ingresso dell’ inverno, la morte apparente della natura e tutta la vita animale che rallenta o si ferma in letargo, ma bensì sulla ripresa di un cammino!
Solstizio significa sole fermo ( solstitiu(m)) perché dopo essere apparso nei giorni precedenti nel punto del massimo declino, nella sua fase più debole per luce e calore, dal 22 al 24 dicembre sembra fermarsi in cielo per riprendere subito dopo il suo cammino verso l’alto, ogni giorno di più, fino al solstizio d’estate dove invece si verifica il fenomeno inverso
Dopo il solstizio il sole riprende a salire, giorno per giorno aumenta la sua luce in durata ed intensità!
Il solstizio di inverno segna quindi non l’inizio, ma la fine della notte!
Non la morte, ma la nascita, o la resurrezione imminente!
Dalla notte dei tempi ,da quando l’uomo ha iniziato a guardare il cielo un qualche rito importante si celebra in questa data!
Alla fine del III° secolo della nostra era si celebrava il 25 dicembre una festa istituita da Aureliano, che fu imperatore dal 270 al 285 D.C., il “dies natalis Solis Invicti”, il Natale del Sole Invitto, ovvero la rinascita sull’orizzonte del nuovo sole che era simbolicamente morto al solstizio d’inverno, cioè era giunto al punto più basso dell’orizzonte, ma che già il 25 era risalito percettibilmente sull’orizzonte, cioè era “rinato” e diventava “invincibile” (invictus) sulle tenebre nelle quali era parso sprofondare poco prima.
I Germani festeggiavano la rinascita della vita con la festa di Yule, la loro festa principale collegata al culto di Odino
I Celti identificavano il solstizio d’Inverno come il centro tra tra la lunazione di Dumannios (“Tempo delle Profonde Tenebre”) e Riuros (“Tempo del Freddo”) e le forze legate al ghiaccio e al gelo venivano considerate come generatrici di vita
Dai persiani ai romani, senza trascurare gli antichi Egizi… per tutti il solstizio è un giorno importante e particolare, ed il tema è sempre inerente il passaggio dalla morte alla vita..
Non mi resta che auguravi e augurare a tutto il mondo, in preda ad un periodo di crisi economica e sociale, che questo natale, che questo nuovo anno, sia ricordato come il solstizio di inverno della nostra società moderna!
Buone Feste!
Bafan!